Intervista a Luigi Di Iorio


La trasformazione del CISOM, i grandi eventi dell’anno giubilare, l’impegno sociale, l’iscrizione al RUNTS. Ad un anno dall’inizio del suo mandato come Direttore Nazionale del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta abbiamo intervistato Luigi Di Iorio. Ecco quello che ci ha raccontato.

Il tuo bilancio dei primi dodici mesi da Direttore Nazionale. Che anno è stato?

Secondo la programmazione fatta con il Consiglio Direttivo della Fondazione CISOM, il primo anno è stato dedicato ad una riorganizzazione sia della struttura centrale che della struttura territoriale. Abbiamo portato a casa tutti i risultati che c’eravamo prefissati, nei tempi che ci eravamo dati. Sono stati riorganizzati il personale e gli uffici della Direzione Nazionale. Abbiamo fatto importanti progressi nell’adeguamento del nostro sistema informatico, grazie a Pietro Vassalli e al suo team. Anche la riorganizzazione degli spazi di lavoro ha avuto esito positivo. Sono tutte attività interne che ci eravamo prefissati di realizzare per ottimizzare il lavoro. 

Tutto è stato fatto non interrompendo le nostre attività ordinarie: abbiamo gestito le emergenze di protezione civile, in Emilia-Romagna è stato impiegato per la prima volta il nostro team di soccorso acquatico, abbiamo proseguito il progetto PASSIM4 con la Guardia Costiera, abbiamo tenuto aperto l’ambulatorio all’Asinara, e molto altro.

E poi c’è la riorganizzazione territoriale per l’applicazione del nuovo Regolamento

A luglio abbiamo adottato il nuovo Regolamento del CISOM, che è molto più specifico e articolato del precedente. Da settembre ad oggi abbiamo rinominato tutti i Capi Gruppo e riorganizzato il territorio in maniera coerente rispetto a quelle che sono le nuove norme. Questo è stato anche un esercizio che io definisco un bagno di realtà, perché abbiamo necessariamente dovuto prendere atto della situazione del CISOM sul territorio nazionale, da cui dobbiamo partire per un progetto di crescita, di ampliamento delle attività e del numero dei volontari.

Dopo questo primo anno abbiamo creato i presupposti per una crescita strutturata. Il futuro vede i nostri Gruppi territoriali, con un’autonomia gestionale importante, che arriverà anche sotto il profilo finanziario. Questo alleggerirà l’intera struttura, che prima era troppo centralizzata, e non più rispondente alle esigenze di novanta tra gruppi e distaccamenti.

Quali sono le attività che hanno dato i maggiori risultati?

Sono numerose ed è difficile elencarle tutte. Una di queste è di aver attivato un primo embrione dell’ufficio delle attività sociali. Il 12 marzo, nel corso di una conferenza a Roma nella sede della Direzione Nazionale, abbiamo presentato il primo anno di attività ed i risultati dell’analisi svolta da Stefania Nardo. Con molto piacere ho scoperto che il CISOM si sta trasformando da corpo di soccorso sanitario ad un corpo di soccorso sociale. Sono oltre novanta le nostre realtà territoriali tra gruppi e distaccamenti che svolgono attività in favore dei senza fissa dimora e delle persone fragili. Ottimo punto di partenza per capire come sviluppare il futuro e come investire nel futuro.

Il progetto che ti dà le maggiori soddisfazioni?

La più grande soddisfazione di questo primo anno, non me ne vogliano le altre istituzioni territoriali, è stata quella di attivare le docce del centro Fra’ Renato Paternò, che oggi a Roma serve quasi 200 bisognosi ogni settimana. Un risultato tangibile dei risultati che il CISOM, se si mette a lavorare in maniera concreta, riesce ad ottenere. È un servizio vero, concreto, una cosa bella che facciamo e che prima non facevamo. È anche un esperimento che sta funzionando molto bene di collaborazione delle varie realtà dell’Ordine di Malta: i volontari della Delegazione di Roma, del CISOM e del Corpo Militare. Un esempio da seguire per creare le sinergie giuste e lavorare in maniera più organica, più organizzata tutti insieme.

E poi c’è il percorso per l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

L’approvazione anche al Senato dell’accordo internazionale che ci consentirà di iscriverci a RUNTS mantenendo le nostre caratteristiche, era uno degli obiettivi del 2025 e ci apre un futuro molto, molto diverso. Questo non è un processo di trasformazione, di rivoluzione come alcuni mi hanno accusato di aver portato avanti, ma è un processo di normalizzazione. Stiamo portando il CISOM ad essere un normale Ente che opera in Italia, con volontari che sono cittadini italiani, e che potrà finalmente giocare alla pari con le altre organizzazioni, con le stesse regole e le stesse opportunità. Questa iscrizione richiederà a tutti uno sforzo enorme di serietà, di competenza e di trasparenza.

Il futuro. Cosa aspetta il CISOM nei prossimi 12 mesi?

Soprattutto il perfezionamento – entro la fine dell’anno – dell’iscrizione al RUNTS e quindi l’adozione al cento percento della fiscalità e della contabilità prescritta dalla normativa, cosa non semplice. Dobbiamo poi concludere l’organizzazione territoriale e dotare di reale autonomia i gruppi in modo che possano veramente cominciare a camminare con le loro gambe. Devono poter sviluppare le loro attività dove ritengono: non è possibile da Roma capire quali sono le esigenze di gruppi che stanno in Sicilia o in Piemonte. Poi stiamo anche lavorando per aumentare i progetti internazionali con le altre realtà europee dell’Ordine di Malta come Ordre de Malte France e il Malteser International. Dobbiamo aumentare la possibilità di portare la nostra esperienza oltre confine e offrire ai nostri volontari l’opportunità di fare esperienze importanti a livello anche internazionale.

E poi c’è l’impegno per il Giubileo…

Stiamo finalizzando gli accordi con Ares 118, perché il giubileo è si iniziato lo scorso dicembre, ma i grandi eventi sono previsti per il periodo primaverile, estate e prima parte dell’autunno. Il più grande evento che ci aspetta è la giornata mondiale della gioventù che si terrà a Roma tra luglio e agosto. Si prevede la partecipazione di un milione di persone e uno spiegamento di circa ottomila volontari tra protezione civile e soccorso sanitario. Un evento sicuramente molto rilevante per tutto il CISOM.

Impegni che richiedono la collaborazione di tutti

Sento una grande collaborazione e voglia di fare. Di andare oltre l’ostacolo. Per questo ringrazio il Presidente ed il Consiglio per la fiducia e tutto il supporto che mi danno, i colleghi della Direzione Nazionale per il loro impegno quotidiano, e tutti i volontari e le loro famiglie per il bene che fanno ogni giorno con il nostro basco rosso.

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